In occasione della Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI 2026), che si è svolta a Denver (USA) dal 22 al 25 febbraio, Gilead Sciences ha annunciato la presentazione dei nuovi dati di fase III degli studi ARTISTRY 1 e ARTISTRY 2.
I risultati mostrano che il passaggio a un regime sperimentale in singola compressa contenente bictegravir 75 mg e lenacapavir 50 mg (BIC/LEN), assunta una volta al giorno, è efficace nel mantenere la soppressione virologica nelle persone che vivono con HIV già virologicamente soppresse. Il beneficio è stato osservato sia nei pazienti provenienti da regimi complessi multi compressa, sia in coloro che hanno effettuato lo switch da un regime in singola compressa raccomandato dalle linee guida internazionali.
La nuova combinazione BIC/LEN è risultata generalmente ben tollerata, senza nuovi o rilevanti segnali di sicurezza.
“Gli studi ARTISTRY rappresentano una ulteriore dimostrazione dell’impegno di Gilead nel far progredire il trattamento dell’HIV attraverso un’innovazione scientifica continua”, dichiara Jared Baeten, Senior Vice President, Clinical Development e Virology Therapeutic Area Head di Gilead Sciences, “Questo regime in singola compressa, assunto una volta al giorno, combina la durabilità di bictegravir con lenacapavir, un inibitore del capside first in class. La nuova combinazione terapeutica è stata progettata per mantenere la soppressione virologica nelle persone che cercano nuove opzioni di trattamento. Siamo lieti di poter collaborare con le autorità regolatorie per portare potenzialmente questa combinazione alle persone che vivono con HIV”
Risultati late breaking dello studio ARTISTRY 1
I dati presentati a CROI 2026 indicano che il regime in singola compressa BIC/LEN potrebbe rappresentare una nuova e rilevante opzione terapeutica, con dosaggio ottimizzato, per le persone con HIV virologicamente soppresse ma in trattamento con regimi complessi multi compressa.
A 48 settimane, BIC/LEN si è dimostrato non inferiore ai regimi complessi nel mantenere la soppressione virologica: lo 0,8% dei partecipanti trattati con BIC/LEN presentava HIV-1 RNA ≥50 copie/mL (secondo l’algoritmo Snapshot definito dalla FDA statunitense), rispetto all’1,1% dei soggetti che hanno proseguito il regime antiretrovirale complesso.
La conta delle cellule CD4 è rimasta stabile in entrambi i gruppi e non sono emersi casi di resistenza virologica.
Lo switch a BIC/LEN dai regimi multi compressa è stato inoltre associato, a 48 settimane, a un miglioramento dei parametri lipidici a digiuno rispetto al basale: la variazione mediana del colesterolo totale è stata pari a −15,1 mg/dL, rispetto a +2,8 mg/dL nel gruppo di controllo.
È migliorata anche la soddisfazione riferita dai pazienti rispetto al trattamento, misurata tramite il punteggio HIVSTQ: nel gruppo BIC/LEN si è osservato un incremento medio di 7 punti, mentre non si sono registrate variazioni nei partecipanti rimasti in terapia multi compressa.
“Resistenze virali pre esistenti, intolleranze, controindicazioni o interazioni farmacologiche possono impedire a molte persone che vivono con HIV di beneficiare dei regimi antiretrovirali in singola compressa raccomandati dalle linee guida”, sottolinea Chloe Orkin, Professoressa Clinica di Infezioni e Diseguaglianze presso la Queen Mary University of London. “I regimi terapeutici complessi possono rappresentare un onere significativo nella vita quotidiana, come dimostrato nello studio ARTISTRY 1, in cui i partecipanti assumevano da 2 a 11 compresse al giorno al basale e circa il 40% assumeva la terapia antiretrovirale più di una volta al giorno. Individuare nuove opzioni efficaci e pratiche in singola compressa è fondamentale per ottimizzare il trattamento e consentire a un numero maggiore di persone di beneficiare dei recenti progressi della ricerca medica, come bictegravir e lenacapavir”.
BIC/LEN è risultato generalmente ben tollerato. Eventi avversi correlati al farmaco sono stati riportati nel 14,3% dei partecipanti passati a questo regime e nell’1,6% di coloro che hanno continuato i regimi complessi multi compressa.
L’incidenza di eventi avversi gravi correlati al trattamento è risultata simile nei due gruppi (0,3% nel gruppo BIC/LEN; 0% nel gruppo multi compressa), con rare interruzioni del trattamento per eventi avversi (1,6% e 0,5%, rispettivamente).
Il 25 febbraio The Lancet ha pubblicato i risultati degli endpoint primari dello studio ARTISTRY 1 nel manoscritto Switch to single-tablet bictegravir/lenacapavir from a complex HIV regimen: results from ARTISTRY-1, a randomised, open-label phase 3 clinical trial.
Risultati late breaking dello studio ARTISTRY 2
I risultati dello studio ARTISTRY 2 confermano ulteriormente il potenziale di BIC/LEN di ampliare le opzioni terapeutiche per l’HIV, offrendo un’efficacia comparabile a quella di B/F/TAF, regime in singola compressa raccomandato dalle linee guida internazionali.
A 48 settimane, BIC/LEN è risultato non inferiore allo standard of care con B/F/TAF nel mantenere la soppressione virologica: l’1,3% dei partecipanti trattati con BIC/LEN presentava HIV-1 RNA ≥50 copie/mL, rispetto all’1,0% dei soggetti rimasti in trattamento con B/F/TAF.
La conta delle cellule CD4 è rimasta stabile. Due partecipanti per ciascun gruppo hanno soddisfatto i criteri per l’analisi della resistenza.
L’analisi non ha evidenziato resistenze emergenti fino alla settimana 48 in tre dei quattro partecipanti valutati (uno nel gruppo BIC/LEN e due nel gruppo B/F/TAF). In un partecipante trattato con BIC/LEN è stata osservata alla settimana 36 una sostituzione dell’integrasi isolata, senza evidenza di resistenza fenotipica. Non sono state rilevate mutazioni del capside.
Lo switch a BIC/LEN non ha mostrato un impatto significativo sul peso corporeo: l’indice di massa corporea è rimasto stabile in entrambi i gruppi fino a 48 settimane.
BIC/LEN è risultato generalmente ben tollerato, con tassi simili di eventi avversi correlati al farmaco nei gruppi BIC/LEN e B/F/TAF (10,4% e 12,0%, rispettivamente). Non sono stati riportati eventi avversi gravi correlati al trattamento e le interruzioni per eventi avversi sono state basse (1,6% in entrambi i gruppi).
“I risultati di ARTISTRY 2 supportano il potenziale del regime bictegravir/lenacapavir di ampliare la gamma di trattamenti antiretrovirali in singola compressa disponibili per le persone che vivono con HIV”, sottolinea Eric Meissner, Professore Associato e Direttore dell’assistenza e della ricerca clinica per HIV ed epatiti presso la Medical University of South Carolina, “Con un’efficacia dimostrata comparabile a una terapia raccomandata dalle linee guida, guardiamo con interesse alla possibilità di disporre di un’ulteriore opzione terapeutica significativa per gli adulti con HIV virologicamente soppresso”.
Bictegravir e lenacapavir in combinazione sono farmaci sperimentali e non sono attualmente approvati in alcun Paese.